Ispirazione creativa: Paula Scher, Neville Brody
Paula Scher è una delle graphic designer più influenti al mondo. Descritto come il “maestro prestigiatore di ciò che è immediatamente familiare”, Scher si trova a cavallo del confine tra cultura pop e belle arti nel suo lavoro. Iconiche, intelligenti e accessibili, le sue immagini sono entrate nel vernacolo americano.
Scher è partner dell’ufficio newyorkese di Pentagram dal 1991. Ha iniziato la sua carriera come art director negli anni ’70 e all’inizio degli anni ’80, quando il suo approccio eclettico alla tipografia divenne molto influente. A metà degli anni ’90 la sua identità di riferimento per The Public Theatre ha fuso l’alto e il basso in una simbologia completamente nuova per le istituzioni culturali, e le sue recenti collaborazioni architettoniche hanno reimmaginato il paesaggio urbano come un ambiente dinamico di progettazione grafica dimensionale. Le sue identità grafiche di lei per Citibank e Tiffany & Co. sono diventate casi di studio per la rigenerazione contemporanea dei marchi americani.
Nel 1975 studia arte al Hornsey College of Art. L’anno seguente frequenta un corso di grafica al London College of Printing, dove studia il Dadaismo e la Pop art. Nel periodo di maggior fermento del punk 77, Brody si fa un nome come disegnatore sia di poster per concerti ed esibizioni musicali ed artistiche di Londra, sia di copertine di album.
Nel 1980 fonda la rivista di musica e moda The Face, di cui cura l’orientamento artistico e l’immagine, fino ai caratteri tipografici impiegati. La sua creatività nel settore gli permette di lavorare come direttore artistico e grafico per diverse riviste a livello internazionale, come City Limits, Lei, Per Lui, Actuel, Arena, fino a curare il cambio di immagine dei giornali inglesi The Guardian e The Observer.
Nel 1987 cofonda il Neville Brody Studio, insieme con il grafico svizzero Cornel Windlin, che si occupa di grafica a più livelli, dagli spot pubblicitari, alle locandine e trailer di film, al packaging. Tra i clienti, si annoverano Greenpeace e la Deutsche PTT, società di poste tedesca.
Nel 1988 la casa editrice Thames & Hudson pubblica un volume su Brody, e viene allestita una mostra itinerante dei suoi lavori in tutta Europa e in Giappone.
Nel 1989 cofonda con il designer tedesco Erik Spiekermann e la moglie Joan, il FontShop, il primo distributore di font digitali.
Nel 1990 crea assieme a Jon Wozencroft il progetto Fuse, con l’intento di mettere a contatto diversi campi della grafica come mezzo di comunicazione, dalla creazione di nuovi stili estetici e di nuovi caratteri tipografici, grazie anche all’uso delle nuove tecnologie digitali.
Nel 1994 apre il Research Studios con uffici a San Francisco, Parigi, Berlino and New York, e inizia ad attrarre clienti importanti come la Paramount Pictures, e a lavorare alla grafica dei siti web, tra cui quello di Kenzo.
Nel 2006 cura il rinnovamento d’immagine del quotidiano The Times, creando per l’occasione un nuovo carattere tipografico, il Times Modern, che sostituisce l’originario Times New Roman, impiegato dal 1932.
Tra i lavori più recenti, si annoverano clienti come Nike, Adidas, Montblanc e il New York Museum of Modern Art.

